Questo blog lo dedico ai folli...agli anticonformisti...ai ribelli, ai piantagrane... a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli...ma l'unica cosa che non potrete mai fare, è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose...perchè fanno progredire l'umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.

" Gesù ha servito l'intera umanità.." - " Allora come minimo era Caposala..."

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.


Visualizzazione post con etichetta scleri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scleri. Mostra tutti i post

mercoledì 15 febbraio 2012

Tangenziale in Love ♥

Io, il mio San Valentino, l'ho passato a lavorare. E non poteva essere altrimenti, visto che io e la Tangenziale ormai siamo quasi sposati. Tutti gli eventi importanti che si svolgono al suo interno, vedono me come presenza indiscussa, anche solo dietro le quinte.
Il nostro anniversario amoroso, ormai allo scoccare dei due anni, è iniziato alle 6.
Ad aspettarmi, all'arrivo, la pagina delle prenotazioni piena come un uovo: bene.
Non mi meraviglio. In fondo, non tutti la reputano una festa di poca importanza come me. A qualcuno piace ancora festeggiarla con una cena romantica e con una rosa sopra al tavolo.
Peccato che stasera io non sono in lista per quello. Al massimo, ho il compito di farli recapitare i fiori, al tavolo di qualche fanciulla.
Comunque, il telefono inizia a squillare come una tromba.
Cliente: " Buonasera, siete aperti stasera? "
{ No. Risponde la segreteria telefonica della Tangenziale. Non siamo al ristorante. Lasciate un messaggio dopo il beep.}
Io: " Si. Altrimenti non rispondevo. Mi dica "
Cliente: " Saremmo in tre. Alle otto "
Io: " Va bene. A più tardi "
Cliente: " Ma...c'è posto? "
{ No. Mi diverto a prendere le prenotazioni e poi lasciarvi senza tavolo }
Io: " Le ho detto di si ".

Ho capito. Stasera è una di quelle serate dove i manicomi psichiatrici danno l'uscita premio.
Come se non bastasse, la sala doveva essere letteralmente smontata da cima a fondo, visto i numerosi tavoloni e le prenotazioni che non si fermavano un attimo. Questo, come avevo previsto, avrebbe portato all'overbooking già alle 20 di sera.
In più, la bufera di neve ha ridotto il piazzale di circa la metà, perciò il personale è stato costretto a parcheggiare dietro la discoteca. In culonia.
Nonostante tutto, la sala s'è riempita.
Io, nonostante sia la barista, ho fatto tutto tranne che quello.
Il mio capo spinava bibite e io portavo. Sparecchiavo, riapparecchiavo, portavo la gente al tavolo, rispondevo al tavolo, ascoltavo le lamentele delle gente che borbottava sul ritardo delle pizze ( Nb: Fra me e la cucina ci sono 10 metri ).
Ad un certo punto, il punto clou della serata: Una macchina nel parcheggio bloccava l'uscita di un altro cliente. Il capo adocchia a me, come preda preferita.
" C'è da far spostare una macchina. Cerca di ritrovare il proprietario "
Io mi limito a guardare la sala - piena fino al midollo - prendo il foglietto in mano e mi avventuro nella giungla, per chiedere di chi fosse una Ford focus nera targata blablabla.

" Signora, mi scusi. Ha per caso una ford focus nera?" < domando, a mo di megafono alla prima vecchia che mi si para davanti >
" NO. Io veramente c'ho un tiramisù e una macedonia "
{ E a me cosa cazzo frega, Signora? }
" Eh va beh Signora. Ma quelli non si guidano mica..."


L'occhiataccia della vecchia m'è servita per imparare una grande lezione. Che qualsiasi festa ci sia, da Natale a Pasqua, da Ferragosto a San Valentino, questa gente non metterà mai un pò di bontà nel pane che mangia.

E non è poco, come lezione...


lunedì 6 febbraio 2012

Assunta sulla fiducia...mal riposta

Come ho preannunciato 7 ore fa, neanche con la bufera più violenta gli imbecilli si fermano. Figuriamoci se la bufera finisce, quanti ne scappano. La serata di stasera è l'esempio più lampante.

Parto con un tavolo di vecchi. Ricordo che la mia postazione, il mio regno è il bar. Anche se in caso di emergenza o calamità scendo in sala, o prendo comande, io sono la barista. Stasera ho fatto entrambe.
Spino le bibite, e le porto al tavolo. Non faccio in tempo a poggiare il vassoio che i vecchi mi assalgono tipo rottweiler:
" Invece di portarci da bere, portateci il secondo. E' un'ora che aspettiamo"
" Non è possibile, è vero, portateci da mangiare"

Io me li guardo per un secondo, li faccio sfogare, non gli ho neanche posato le bibite sul tavolo. Li ho fatti finire, giusto per essere gentile. Poi parlo.

" Signori, mi spiace deludervi. Ma io non ho la più pallida idea di cosa state parlando. E vi spiego perchè: punto primo, io sono al bar, sono la barista. Secondo, non vi ho preso l'ordine e non vi ho servito. Comunque, se vi calmate, riprendete fiato e mi spiegate cosa è successo, posso fare qualcosa "

Una vecchia di loro azzarda: " Eh no ma lei non centra niente poverina...è la barista"
Eppure io continuo.
" Cosa vi manca dunque? "

" Eh no perchè a me manca il secondo! E' un'ora che aspettiamo."
Li guardo. Li lascio sprecare fiato un altro po' e infine
" Ah mi dispiace, non ne so nulla. Non so perchè il secondo tardi"

Ritorno alla mia postazione, il mio rifugio, conquistato meritatamente dopo due anni di scontri fisici e verbali con i buzzurri che popolano la sala. Lì, protetta da ogni cosa, da lamentele e scocciature che mi hanno provocato nei mesi solo travasi di bile.
Purtroppo, a tratti, quando i colleghi sono impegnati o con qualche tavolo, o a prendere già qualche ordinazione, a prendere piatti, a portare qualche cosa, chi esce sono io. Sono io che rimetto piede nella giungla.
Faccio due caffè. Un deca e un espresso. Copro il deca con la bustina dello zucchero e lo porto al tavolo
" Ecco a lei il suo deca"
" Ah grazie...ma è sicura che è deca? "
{ Brutto imbecille. Per chi cazzo mi hai preso? Per una cerebrolesa? }
" Di solito una buona barista sa quale caffè è deca e quale no, perchè si vede dal colore. Nel caso li faccia, a meno che non soffra di Alzheimer precoce, se lo ricorda dove lo mette. Io però sono stata assunta sulla fiducia. Mal riposta per di più "
Giro il culo e vo.
Passi che devo sopportare, ma passar da scema no.


giovedì 19 gennaio 2012

Laureata in....camerierologia...

Appena dopo pranzo, stavo gironzolando nel web alla ricerca di qualche blog simile al mio, ovvero di "sfogo vs ristorazione ". Sfortunamente mi imbatto in un blog Pro- ristorazione. Un blog aperto da gente amante del settore, blog che non cito perchè ...non me ne po' frega de meno di citarlo. Pubblico questo post perchè SO, con assoluta certezza, che  QUASI tutti i camerieri sono partiti per mantenersi da soli le spese. Sono partiti frequentando un indirizzo scientifico, classico, linguistico e poi si sono ritrovati a fare il cameriere o il barista. Quelli che invece hanno frequentato l'istituto alberghiero, molto spesso, non hanno fatto e non faranno mai questo mestiere.
Il blog in questione sosteneva che questo lavoro viene ormai fatto da chiunque, che è fatto da gente non sempre competente ( e su questo posso essere d'accordo), che dunque sarebbe giusto proteggere la categoria (!!!), e addirittura Si ai camerieri laureati, e no a quelli non laureati.
Ora...se stiamo scherzando, bene, ci sto pure io...

Una laurea, per la ristorazione?
Tanto di cappello a chi studia, ma lasciamo il titolo accademico a chi mette le mani sulle persone, ai dottori, agli avvocati e tutte le varie lauree che non elenco.
Sono d'accordo sul fatto che NON tutti sono portati, ma non ci vuole una laurea per fare questo lavoro.
Piuttosto un nobel per la pace...altrochè.
Ci vuole una laurea per apparecchiare un tavolo?
Ci vuole una laurea per prendere una comanda? Per spinare una birra? Per elencare un menù? Per descrivere un piatto? Per sopportare gente imbecille??
NO.
Sono cose che uno impara! E' il classico lavoro che si IMPARA con l'esperienza, e non con lo studio.
E, sottolineo, parlo del lavoro di SALA.
Al massimo, un corso per i vini. Da sommelier...Ma basta!
Io ho un diploma in lingue, beh..sapete che vi dico? Che ho iniziato da ZERO, e con la buona volontà HO IMPARATO a fare questo lavoro.
Perchè ragazzi miei...il lavoro AL PUBBLICO, il trattare con la gente, l'essere educati, cortesi, ORGANIZZATI, e distinguere un piatto buono da uno schifoso sono DOTI NATURALI, CHE HO C'HAI O NON C'HAI...E CHE NON SI IMPARANO SUI LIBRI!

Basta co sta cosa che serve una laurea per fare ogni cosa...
SERVE la BUONA VOLONTA' e la VOGLIA DI LAVORARE.
Chi una laurea non se la può permettere che fa? SI IMPICCA?
Anche perchè...altro TRUCCHETTO..i ristoratori preferiscono GENTE SENZA ESPERIENZA, a meno che non siano alla ricerca urgente di personale, perchè NON HANNO IMPRONTE DI ALTRI ristoranti, e possono essere modellati a piacere.
Lavoro con gente che fa questo lavoro da 15 ANNI, senza aver frequentato nessun corso, ma che ha imparato con la volontà e la voglia di lavorare.
Ci sono lavori che per essere svolti bene hanno bisogno di studio e basi solide, come l'avvocato.
C'è gente che si alza la mattina, e apre un ristorante...e tre giorni dopo chiude..
C'è gente che parte col fare questo lavoro, e decide di mettersi in proprio e fa FORTUNA.
Ma la cultura non centra.

Chi nasce tondo, non muore quadrato.

Occorre essere SVEGLI. E questo non lo imparate sui libri, belli miei.
Ragiono un attimo da cliente. Ho davanti a me un cameriere che ha imparato con l'esperienza, e uno che ha studiato ( e nella Tangenziale C'E'!! ).
Parte che non me ne accorgo...UNO....
Il cameriere che ha studiato, mi sa fare tutti gli accostamenti, sa il menù a memoria, sa ogni tipo di vino, però è LENTO COME LA BRODA DEI GNOCCHI, non sa stare al pubblico, sembra un manichino..beh preferisco MILLE volte quello che ne sa meno, che però sa stare al pubblico, e sa parlare al pubblico, sa fare la battuta al momento giusto.
Anche perchè, chi fa il mio stesso lavoro SA che al cliente, non gliene frega un cazzo di chi gli sta davanti. Ho lavorato con camerieri che erano LAUREATI IN GIURISPRUDENZA, e alla gente NON GLIENE frega UN CAZZO. Vuole mangiare e basta. Poi che glielo porti lo studente, che glielo porti lo stagista, che glielo porti l'infermiera, il direttore, il laureato in ingegneria o la commessa NON GLIENE SBATTE NA MINCHIA.


Sveglia...!!!

Adesso serve arrocciarsi le maniche, non passare anni sui libri.
Mettiamo la laurea anche qua, mettiamola ovunque..e vedrai i ristoranti che chiudono, con quello che costa l'istruzione.
Così già che è un lavoro del cazzo. Se bisogna pure PAGARE e stentare CINQUE ANNI per farlo..ADIOS AMIGOS!!!!



Cose da ristorante...L'arrivo del 10

In base al famoso 10 esistono tre categorie di persone: Quelli che lo godono, che sono i lavoratori normali,  i quali aspettano il dieci per tirare un sospiro di sollievo. Quelli che lo reputano indifferente, e sono quelli che non fanno un cazzo da mattina a sera. E in ultima posizione quelli che lo SUBISCONO, e cioè i camerieri. ( Parlo ovviamente di camerieri precari come me, che riscuotono ogni fine settimana e per cui il 10 non ha alcun valore ). L'arrivo del 10, se per la stragrande maggioranza della gente è sollievo, gioia, libertà di spendere, per noi è un inferno, una rottura di cazzo. Perchè voi.. Si voi clienti!!, arrivate in massa senza nessuno scrupolo solo perche avete riscosso!
Questo è il caso del fine settimana appena passato. Due giorni consecutivi di Overbooking (sovraprenotazioni). E la gente? La gente stava lì. A guardarci scollare, impassibile.
Alle volte ci si sente come delle scimmie allo zoo, che impazziscono perchè la gabbia è troppo stretta e girano girano su stesse...e la gente sta lì, magari coi bambini in braccio a dire "Guarda bellina la scimmietta...!"

No Signora, bellina un cazzo! Sta impazzendo, se ne accorge?
Ecco..al ristorante funziona così. Alla Tangenziale questo è una regola..
Quando queste serate incombono, quando il 10 si avvicina, e il silenzio omertoso del personale ne è prova tangibile scattano piccoli ricatti, simil minacce per il buon funzionamento del servizio. Di che parlo?
Ogni ristorante ha la sua lista dessert. Ogni ristorante ha il suo dessert di frutta. Ogni ristorante ha una sua composizione più o meno complicata di frutta. Ogni ristorante ha la macedonia.
La Tangenziale ha la tavolozza di frutta.
Purtroppo quando è il momento dei dolci e dei caffè vanno smaltiti al volo, perchè prima prendono dolce o caffè, prima si tolgono e prima si libera il tavolo.
Con la tavolozza tutto si arresta! La tavolozza è il coccio fatto a forma di orma.

Al centro, tutta la frutta tagliata a fettine. Prendi la frutta, lava la frutta, affettala, sistemala, scarta la parte brutta, non metterne poca, non metterne troppa, metti l'arancio, sopra lo zucchero di canna, mettici l'alcol.
Nei buchini invece: Panna montata, Cioccolato, Caramello/Maraschino, Gelato.
Prendi il cioccolato, scalda il cioccolato, fallo bollire, sciogli i grumi, versalo. Prendi la Panna, sbatti la panna,spremi la Panna. Prendi il gelato dal frigo, prendi un bricco, mettici acqua bollente, scaldaci lo spallinatore, poi fai la pallina di gelato. Prendi un bricchetto, spremici il caramello, passalo in grill, poi arriva il cameriere " Non ci vuole il caramello, ci vuole il maraschino"..." Porca merda, dimmelo più tardi", spegni il grill, togli il caramello, lo metti da parte, prendi il maraschino, versi il maraschino. " No ci però ci vuole due palline di gelato" ..." e sti cazzi, mo glie ce metto le mie di palle, che so quadrate...Mo se lo mangia così...mi avete rotto le palle..." metti i cucchiaini in bilico..."...sta gente de merda...Ma perchè non stanno a casa..." rimetti a posto tutto e vedi trecento comande sulla calamita " Gli andasse di traverso....Ragazzi basta eh..." rimetti l'alcool sullo zucchero, cerchi l'accendino, NON c'è. Bestemmi.. " Ragazzi, gli accendini, riportateli su..." Lo rubi da qualche parte, dai fuoco modello appiccamento incendio " Fuori dai coglioni!" terminata la tavolozza.

Tutto questo per UN DOLCE. Trecento persone in sala e tu perdi mezz'ora per sta merda!
Gonfia come un pallone, acciuffi il primo cameriere che passa:
" Le tavolozze stasera non esistono..."
" Eh ma...me le chiedono.."
" E tu non le elencare...Non ci sono..."
" Eh ma...lo sanno già..."
" Non-ci-sono!!! Se vogliono la frutta c'è la macedonia. E' sempre la stessa cosa, solo a cubetti e non a listarelle. Io ci perdo mezz'ora. E siamo con la sala piena, non me lo posso permettere. Se me ne arriva un'altra, vi inculo con la sabbia, poi ve le faccio fare a voi!"

Le tavolozze spariscono misteriosamente dalle comande...
Cosa non fa un po' di nonnismo in ambienti come il mio...

sabato 31 dicembre 2011

31 Dicembre in Tangenziale

Per me il Capodanno è iniziato alle 5 del pomeriggio. Orario in cui ho attaccato a lavorare, in attesa che arrivasse il bordello. Fortuna che i capi hanno avuto la brillante idea di togliere il Menu di capodanno e fare tutto alla carta, ad eccezione di due cene a vassoio, una delle quali, col solito culo è toccata a me. Da non dimenticare i 280 in discoteca, che previa maledizione mia, lanciata con tutto il cuore, si sono ridotti a 160. Metà decimati dall'influenza. Il servizio vero e proprio inizia alle 8 e mezzo, o comunque poco più. E già noi eravamo stanchi di quei tran tran continui con tavoli, prolunghe e decorazioni di frutta al centro tavola. Quello è stato uno dei momenti in cui ho davvero ragionato da missionaria: chili e chili di frutta usata per delle semplici decorazioni, per poi ritrovarla a fine servizio infilzata di stelle di natale come bamboline vodoo. E c'è gente che muore di fame al mondo...Robba da sperare in una crisi talmente grosso, da ridurre la gente a mangiare anche il picciolo!!
Insomma, inizia la serata, e lascio immaginare l'umore che c'era...
Personalmente non ho idea di cosa sia successo in sala, perchè io non vedevo niente e nessuno. E penso anche i miei colleghi. Ci mancavano le strisce sul viso e sembravamo fanatici di guerra...
Parto con questa cena a vassoio, cena di pesce, nella veranda.Nulla di che, perlomeno erano tranquilli. Credo di averli ingozzati con l'imbuto, e colui che doveva aiutarmi a servire, sparisce misteriosamente nel bordello della sala. Li licenzierei tutti a volte...

Non so come ma, prima di mezzanotte riesco a portargli le bottiglie di spumante. Il megaschermo era sintonizzato su un classico programma che trasmette il conto alla rovescia in diretta. Tutto il ristorante s'era fermato. I miei colleghi di sopra davanti al tv della sala, io di sotto, davanti al megaschermo della saletta.
- 30 secondi al 2012.

Mi stavo gustando quel momento...mi sentivo una persona NORMALE...Ma...a 30 secondi dal nuovo anno, una vecchia azzarda ad alzare il ditino..."Scusi?"
Botti di capodanno anticipati. Ho scaricato tutta la mia frustazione su quella vecchia di merda, che cosa mai avrà voluto a 30 secondi dalla mezzanotte?

" No Signora. Adesso aspetta...è capodanno anche per me!"
Ho girato i tacchi e me ne sono andata...Che peccato che non ci fosse nessuno ad assistere al mio trionfo...Era una vita che sognavo di farlo.
Scocca finalmente la mezzanotte..Tutti festeggiano, io saluto i miei colleghi, sala e cucina, i capi, e poi mi fiondo a tracannare due bicchiere di prosecco...digiuna...

" Ma non eri triste?" Mi domanda un mio collega, visto il mio stato euforico..
" E' tutt'ora una serata di merda..ma almeno - mostrandogli il secondo calice di prosecco - adesso mi tolgo un po di soddisfazioni...

Ritorno dalla vecchia mezza imbenzinata. " Signora, che voleva prima?"
" Ma a noi lo spumante non l'ha portato..."
Guardo il tavolo. 4 bottiglie...
"Signora...ce ne sono 4 bottiglie sul tavolo. Poi le si alza la pressione, suvvia.."
Rigiro i tacchi e sparisco dalla loro vista.
Per me il capodanno finisce alle 3 di notte, quando stacco.

Per me il 2012 è iniziato servendo...

venerdì 30 dicembre 2011

" Ma quel posto non chiude mai? " - My boyfriend Dixit -

La sera dopo dello stordito. 18° in discoteca.
Non c'è mai pace in quel posto..neanche prima della donazione di midollo, chiamato comunemente "31 Dicembre".
Assegnata alla cena a vassoio. 60 ragazzini con il latte ai denti.
Metà sono assenti...
"Mmh..." penso fra me e me " Io, fossi in te rivaluterei le tue amicizie..." dialogo mentalmente con la festeggiata che è a due passi da me..
Insomma, ritorno a essere il jolly della sala. Arriva un tavolo, di sette persone, che mi chiedono un seggiolino per una bambina. Lo vado a recuperare in Culonia e quando ritorno al tavolo, mi si piazza davanti un tipo, all'incirca di 35 anni...
" E' per la sua bambina il seggiolino?" Domando cortesemente.
Il tipo mi guarda, spalanca gli occhi  e la bocca e poi comincia a parlare tedesco con la madre.

Alzo gli occhi al cielo..Ma lo sanno che siamo in Italia e che io parlo italiano? Sembra che ha visto un fantasma...
Mi riavvicino di nuovo, e lo gelo

"Entschuldigen Sie.... Sie können auch mit mir zu sprechen...Ich spreche Deutsch"

( Traduzione: "Mi scusi..può parlare anche con me..Parlo tedesco")

La sua faccia è stata memorabile. Ma certe gente sa che ogni persona parla almeno un'altra lingua, più o meno correttamente? Sono coscienti del fatto che i camerieri non sono cresciuti nei campi, ma possono essere anche laureati? No vero?

Comunque, chiusa la parentesi tedesca, stacco tardi pure ieri sera. Era l'una, passata.
Guardo il telefono.
Un messaggio dal mio ragazzo " Ma quel posto non chiude mai?"

Me lo chiedo anche io.


Isterissima me

Mercoledì Pomeriggio. Ero a casa, e avevo lasciato tutte le commissioni a quel giorno, visto che ho fatto il tour de force sotto le feste. Ho la malsana idea di temporeggiare...del tipo " fumo una sigaretta ed esco..".
Suona il telefono...
Porca della zozza!
E' la Tangenziale...Prenotati improvvisi. Ri porca della zozza.
Tutti i miei giri vanno in fumo. Scollo per andare a pagare l'assicurazione, 280 euro, e non dico altro. Fuggo a mettere la benzina, mentre mamma mi accelera i compiti e mi prepara una cena veloce. Ingozzo modello gabbiano, e parto.
Arrivo lì che veramente avrei ucciso chiunque mi avesse sbarrato la strada.
Arriva un'idiota, mentre io mi stavo gustando un caffè. Una torta in mano, bocca aperta e mi guarda
" Beh?"  gli faccio squadrandomelo
" Il dolce..per la cena di stasera..." e fa per porgermela.
Non ci penso nemmeno, penso fra me e me, sto prendendo il mio caffè, non lo lascio freddare perchè tu hai il dolce in mano. Lo guardo e finisco il mio caffè con calma.

"A che nome la prenotazione?"
Mi riguarda, e mi spara un nome. Controllo nell'agenda. Non c'è traccia di quel nome.
"E' sicuro?". Incespica, lo vedo. Esce fuori, forse dalla moglie, e ritorna, con lo stesso nome.
" Eh..a me hanno detto quello..." lagna, guardandomi pietoso.
" Ho capito.." sbuffo, afferrando la torta. " Andremo a cassaccio..Appena la vedo a cena so a chi va il dolce.."

Ho bel'è capito...La serata degli imbecilli. Borbotto, per poi infilarmi nello spogliatoio.

martedì 20 dicembre 2011

I pre-cenni del Natale

E' un'altra serata tarda. Molto tardi. Io, dopo essere stata 3 giorni lontano dal mio blog, torno a riscaldare questa seggiola. Tre giorni di assenza, corrisposti ai 3 giorni del week end lavorativo, dove normalmente non si poltrisce, ma nemmeno si riempe di gentaglia come sotto Natale. Si...è la settimana prima di Natale, e per chi fa il mio lavoro è un inferno. Truppe di cene aziendale, di gente incravattata fino al naso, schiere di mamme con i loro bambini urlatori e noi poveri servi che veniamo dimenticati e rilegati a fare finti sorrisi a tutta quella gente che, dimenticandosi che siamo persone, dimentica anche che è Natale per tutti. Noi compresi.
Ho tre giorni sulle spalle, pochi direte, ma non nel ristorante dove lavoro io: La Tangenziale ( Nome di fantasia, ma rende ve lo garantisco).

martedì 13 dicembre 2011

Gli imbecilli dell'ultimo minuto

Capita, eccome se capita, che il cameriere finisca ad un ora decente e stia rimettendo in sesto la sala, letteralmente smontata dalla mandria di morti di fame che c'è stata, e già bello che tranquillo sta pensando alla sua cena, che è lì a due cm da lui. Spazza al volo, manco avesse una colombina delonghi, in tempo in tempo per non farsi inculare quella mezz'ora se timbra alle 11.25, ed eccoli la: i due STRONZI patentati, che entrano come se fossimo aperti a quell'ora solo per loro. Stronzi, che nonostante sia ora di dormire invece che di mangiare, si siedono, risporcandoti tutta la sala, sentendosi legittimati a mangiare perchè E' un RISTORANTE.

Purtroppo però, esiste ancora gente che non ha ben capito che dentro al ristorante non lavorano macchine, ma PERSONE, in carne ed ossa, che NON solo hanno una vita fuori dalla prigione legalizzata, ma anche hanno famiglie a casa, bambini, amici, fidanzati, hanno commissioni da sbrigare, bollette da pagare, CAZZI SUOI da fare, e sabato in cui andare a divertirsi, specie se come me, hanno giovane età. Questi stronzi, perchè altro non sono che questo, ignorano oltresì, che ANCHE NOI carburiamo a CIBO, e sono allegramente inconsapevoli inoltre che NOI mangiamo SOLO a fine servizio, e non alle 8 come loro, e spesso avanzi di cene. Sicchè, quando mettete piede in un ristorante, SAPPIATE che c'è gente che non ha ancora mangiato,che è stanca, che ha fatto 6, 7 ore di fila, che ha già sopportato altri 200 stronzi come voi, e che se vi presentate alle 11 solo perchè i proprietari di quel posto vi hanno dato il maledetto vizio di farlo, questo non vi salva dalle schifezze che poi vi diamo.

Perchè ci vuole solo una gran faccia da culo a presentarsi alle 11 in un ristorante.

Altra tipologia di stronzi, sono quelli che quando prenotano una cena, o un evento che sia cresima, matrimonio o battesimo ( ed ecco perchè spero che l'Italia diventi presto paese LAICO in tutto e per tutto), ti prenota un buffet o una cena a vassoio ( e anche qui ne avrò da dire) alle ore 17.30.
Dunque..Come si fa, io mi chiedo a prenotare una cena alle cinque e mezzo?
La risposta è che questi idioti, ignorano che il cameriere inizia il servizio alle 6 e mezzo, alle 6 la domenica, e già lavora quando tu, stronzo, non hai voglia di farla la cena, almeno non venire a scassare la minchia quando io mi fo merenda..

Ci sarebbe da scoprire dove lavorano, chiamare il negozio all'una del giorno e far interrompere il pranzo al soggetto, per farle aprire il negozio tre ore prima solo perchè io " Voglio comprare un vestito"

sabato 10 dicembre 2011

A mai più rivederci

In tempo di crisi, ogni lavoro vale l'altro. Si dice questo no?
Si ma...nonostante io accetti questo strano detto a denti stretti, nulla mi ha vietato, nei mesi passati, di uscire dal mio posto di lavoro con un diavolo per capello. Perché il lavoro al pubblico, se non preso a piccoli dosi, ha effetti davvero collaterali.
Lavoro in un ristorante, e il mio odio/amore verso il pubblico da a volte i suoi frutti: scleri coloriti, comici, pericolosi e duraturi nel tempo.
Provate per esempio a immaginare un ipotetico sabato sera, in un ristorante da 300/400 coperti, che straripa di gente fino a mancare l'aria, col telefono che suona come una tromba per due ore. Io barista ( è il mio ruolo, meritato duramente dopo mesi e mesi di sala! ) che spino una birra, pensando ai cazzi miei. Appoggiato a un orecchio il portatile, al telefono una vecchia sclerotica che chiede a ogni componente della famiglia che pizza vuole ( dunque, 15 minuti da buttar via), la birra che nel frattempo ha detto addio alla sua schiuma, la stesata di clienti che aspetta le pizze d'asporto, e che ti guarda come se fossi io la causa del loro ritardo. Io, col diavolo in corpo, perchè è sabato. Nel frattempo arriva la famigliola a cena, la mamma tamarra, il papà rincoglionito e il figlioletto obeso.
"Buonasera" - e manco ti rispondono - "C'è posto per tre?"
E li partono già le madonne. Ce la meritiano almeno una buonasera no? Va beh, li accomodi. Nel frattempo gli sciacalli dell'asporto sono tutti li, manco dovessero riscuotere un biglietto della lotteria, e nel mentre che rispino la birra, sorge spontanea la domanda su dove sia effettivamente la crisi! Alla famiglia tamarra, si aggiungeranno a breve altri tamarri più giovani, ragazzini, ragazzine, tardoni, i ragazzi supplì ( fra qualche post spiegherò ) che una volta seduti a tavolo, ci metteranno casa e si alzeranno tipo tre ore dopo aver finito di mangiare, quando tu stai spazzando, e cominci a spegnere tutte le luci per farli andare via. L'ultima comitiva ad andarsene è la cena di gruppo, 4 famiglie e 18 bambini, che dopo averti smannato il locale, leccato i vetri, saccheggiato le caramelle spaccato almeno almeno 10 bicchieri, passano alla cassa con la faccia da culo " Buonasera, Arrivederci! "
Beh...Buonasera una cippa e a mai più rivederci!!